Homepage, un sogno che continua

10 anni di vita raccontati dal Presidente, Manu Ceschia

C’eraunavoltaunragazzodiunpaesino di periferia (sempre ammesso che a Udine esista la periferia), innamorato del mondo degli eventi, che frequentava festival e concerti.

L’ INIZIO
Per mantenersi all’Università organizzava un aperitivo in via Mercato Vecchio tutti i mercoledì. La fortuna, tanti amici e un paio di collaboratori permisero di riempire ogni settimana un locale di 30 metri quadri con 1000 persone, che ovviamente si riversavano in strada creando non pochi disagi al tra co. Così quel ragazzo capì che quella necessità di incontrarsi e confrontarsi aveva bisogno di uno spazio più grande.
Quel ragazzo ero io e quello spazio sarebbe stato il Parco del Cormôr.

LA SVOLTA
Così nell’estate del 2008, con gli stessi amici di sempre pensai a un nuovo format, chiamato Homepage Art / Music Festival. Non sapevamo bene a cosa andassimo incontro, ma già dal primo evento tanti ragazzi della mia età (e non) accorsero subito numerosi. Quella sera del primo agosto, quando vidi tutta quella gente cantare le canzoni degli Amari, capii che quello spazio era adatto proprio per la musica suonata dal vivo.
Da quel giorno abbiamo fatto tanta strada, commettendo sicuramente molti errori, ma siamo tutti cresciuti come persone e come professionisti. Più organizzavamo eventi più persone ci chiedevano di collaborare: associazioni, artisti e in generale tutti quelli che volevano condividere qualcosa con la Comunità.
Durante i 7 anni successivi, in uno spazio fisico e tangibile come quello del Parco che contribuimmo progressivamente a riqualificare, si sviluppò un tto calendario di concerti, workshop, conferenze e mostre d’arte di alto livello. Sul palco di Homepage salirono tante band locali (Robert Miles, Mellow Mood, Playa Desnuda, Carnicats e tanti altri) a supporto di artisti di fama nazionale (Bluebeaters, Linea 77, Saturnino, Dente, Dargen D’Amico per fare alcuni nomi). Tra i relatori delle conferenze ricordo Margherita Hack, Serge Latouche, Eugenio Benetazzo, Mauro Corona e il dott. Costa.

LE DIFFICOLTÀ
Tra il 2013 ed il 2014 alcuni problemi esterni minarono la crescita esponenziale del Festival. Dapprima i continui cambi di gestione all’interno del Parco indebolirono una stagione per noi molto importante, poi le limitazioni di orario dovute a problematiche di disturbo del vicinato causarono il taglio della nostra principale fonte di sostentamento, in un momento in cui non ricevevamo finanziamenti pubblici. Spegnere la musica alle 23.00 per una realtà che ripagava gli investimenti solo con gli incassi del bar significò rimetterci ogni sera. Per fortuna le istituzioni riconobbero il valore della nostra proposta con alcuni contributi, che però non bastarono per tornare in pari. Al resto pensai io.
Gli anni successivi furono difficili sia per me e sia per il festival, nonostante la manifestazione fosse cresciuta in modo straordinario. Lo staff che organizzava e promuoveva gli eventi era composto da 30 persone – tra volontari e tirocinanti universitari, mentre io correvo da un ufficio pubblico all’altro a riempire scartoffie. Stimolare l’aggregazione sociale e ricercare nuovi spunti artistici locali, motivi che mi avevano spinto a creare questa realtà, erano solo un lontano ricordo tanto da farmi dubitare del mio desiderio di continuare.

UNA NUOVA VITA
Solo il lampo di genio del direttore artistico di Homepage Marco Da Rin – non ho fatto altri nomi, e l’entusiasmo che tutto lo sta dimostrò nel realizzarlo riuscirono a farmi cambiare idea: esportare il modello di aggregazione che aveva reso Homepage un punto di riferimento per i giovani della provincia a tutto il Friuli Venezia Giulia. Fu così che nacque l’idea del #RoadShow, che ha traghettato Homepage no a questa edizione: la decima!

Un’edizione che sarà sicuramente la più ricca e coinvolgente di tutte, con un programma che è iniziato con la prima data del tour mondiale di Soulwax a Milano lo scorso 29 marzo e che continua nelle prossime pagine. Unica nota negativa di questa edizione è l’assenza di un evento sul quale avevamo lavorato molto: riportare il Rototom a Udine, nel parco che ci ha visto crescere, collaborando con colui che mi ha insegnato a pensare da leader. Ma non viviamo in un mondo perfetto quindi forse è giusto che sia andata così.

Ho iniziato questa storia con un C’era una volta perché credo che questa esperienza che sto condividendo con tanti giovani sia una Fiaba che leggerò all’infinito a mio figlio per fargli capire che per i propri sogni bisogna lottare ogni giorno e che regalare qualcosa di significativo alla Comunità (nel caso di Homepage uno spazio di aggregazione condiviso e reale) è dovere di ogni cittadino.